Lettera pastorale per il Giubileo del 2025

Cari fratelli e sorelle,

 siamo lieti di invitarvi oggi a celebrare il Giubileo dell'Anno Santo 2025, un tempo di straordinarie grazie. Viene proclamato dal successore di Pietro come espressione del potere che il capo della Chiesa riceve direttamente da Cristo: "A te darò le chiavi del regno dei cieli: ciò che legherai sulla terra sarà legato nel cielo, e ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nel cielo" (Mt 16,19). Si ricollega anche all'Anno giubilare dell'Antico Testamento, anno in cui venivano liberati i prigionieri, si perdonavano i debiti e gli interessi, e ogni ingiustizia veniva rettificata (cfr. Lv 25,8–16).

Gli Anni Santi (o Anni Giubilari) si celebrano regolarmente ogni venticinque anni e tra questi possono essere proclamati Anni Santi straordinari. L'Anno Santo 2025 inizierà con l'apertura della Porta Santa nella basilica di San Pietro durante la vigilia di Natale, la vigilia della festa della Natività, e si concluderà con la chiusura delle porte nella festa dell'Epifania, il 6 gennaio 2026. Nelle singole diocesi, l'inizio dell'Anno Giubilare avverrà nella festa della Sacra Famiglia domenica 29 dicembre 2024. 

Come si può evincere da quanto già detto, il significato dell'Anno Santo trascende di gran lunga la semplice celebrazione di un anniversario nel calendario. Insieme entreremo nell'Anno giubilare, in cui la Chiesa, come corpo mistico di Cristo, attingerà abbondantemente dal tesoro della misericordia divina. L'invito di Gesù nel Vangelo di oggi – "Effatà" –, che significa "apriti", può essere un incoraggiamento per ciascuno di noi affinché non temiamo di aprire i nostri cuori in questa occasione e attingere da Dio tutto ciò di cui abbiamo bisogno, soprattutto il perdono e la guarigione spirituale. Con il perdono di Dio, durante l'Anno Santo sono collegate anche indulgenze straordinarie, concesse durante i pellegrinaggi verso luoghi santi e durante la visita a questi luoghi. Queste indulgenze possono essere ottenute anche attraverso le opere di misericordia e di penitenza. Un obiettivo particolare per i pellegrini di tutto il mondo sarà Roma, capitale della Chiesa, dove oltre alle catacombe e alle basiliche saranno aperte anche nuove vie lungo i sentieri della fede e della storia della Chiesa.

Nella bolla dal titolo Spes non confundit, La speranza non delude (cfr. Rm 5,5), con cui Papa Francesco ha proclamato l'Anno Santo 2025, chiama i cristiani "pellegrini di speranza". La speranza, tema centrale dell'Anno Santo, nasce dall'amore e si fonda sull'amore che scaturisce dal cuore di Gesù trafitto sulla croce: "Infatti, se ci siamo riconciliati con Dio mediante la morte di suo Figlio quando eravamo ancora nemici, tanto più, una volta riconciliati, saremo salvati dalla sua vita" (Rm 5,10). La sua vita si manifesta nella nostra vita di fede, che ha inizio nel battesimo, si sviluppa nell'accoglienza della grazia divina e viene vivificata da una speranza costante, sostenuta dallo Spirito Santo. È proprio lo Spirito di Dio che ci dona la luce costante della speranza e la mantiene accesa come una torcia che non si spegne mai. La speranza cristiana non inganna e non delude, perché si basa sulla certezza che nulla e nessuno può separarci dall'amore di Dio.

Vogliamo vivere l'Anno Santo anche nelle nostre diocesi con questa speranza. Pertanto, vi invitiamo tutti dal 28 al 30 marzo a un pellegrinaggio nazionale a Roma. Ma anche coloro che non possono viaggiare hanno la possibilità di ricevere i doni della misericordia di Dio: attraverso la visita a luoghi santi locali in connessione con le opere di carità cristiana e di penitenza. I modi e le modalità per ottenere questi doni della misericordia di Dio sono pubblicati sui siti web www.chiesa.it, dove troverete anche tutte le informazioni sul pellegrinaggio nazionale a Roma. Potrete anche ricevere ulteriori dettagli dai sacerdoti delle parrocchie.

La misericordia di Dio, da cui la Chiesa desidera attingere e sulla quale desidera richiamare l'attenzione dei fedeli e del mondo durante l'Anno Santo, non è solo un'offerta per il cristiano, ma anche una chiamata. Il Signore invita ciascuno di noi a introdurre nel mondo la Sua grazia e a moltiplicare nel mondo i doni che ne derivano. I tesori della misericordia di Dio sono amministrati nella comunione della Chiesa, pertanto l'Anno Santo è una nostra missione comune. In primo luogo è un'opportunità per un nuovo inizio, un invito a fermarsi nel corso dei giorni feriali, a riconciliarsi con Dio, a rivalutare la propria vita e a esaminare se il Cristo risorto sia l'unico senso e scopo della nostra vita.

Un tale atteggiamento richiede preparazione, alla quale ci invita Papa Francesco fin dal corrente anno, che ha proclamato anno della preghiera. Propone che in quest'anno ci avviciniamo più spesso al sacramento della riconciliazione e cerchiamo di cambiare il nostro modo di pensare laddove non è fondato su Cristo. Desidera che la forza della penitenza dei credenti e il loro desiderio di conversione sovrastino l'iniquità del mondo, scosso dall'inquietudine, dalle guerre, dalla confusione e dall'odio che portano alla morte. Il Santo Padre ci chiama già in questo anno profeticamente a una preghiera più intensa, che ci unisce al Signore, ci introduce a una relazione personale con Cristo e risveglia in noi la consapevolezza che senza Dio non possiamo fare nulla, che Egli è la nostra unica speranza, che ci conduce dalla morte alla vita. Anche per l'Anno della Preghiera sono disponibili materiali sui siti web menzionati, inclusa la preghiera di Papa Francesco, che dovrebbe già ora risuonare in tutto il mondo, in tutte le chiese e comunità dove si celebra la messa.

"Che la speranza ci attiri da questo momento in avanti e permettiamo che attraverso di noi venga contagiata coloro che desiderano." ", scrive il Santo Padre alla fine della sua bolla. Questo è ciò che anche noi vi chiediamo e vi benediciamo di cuore affinché l'Anno Santo 2025 non sia un'opportunità sprecata per nessuno di voi, ma diventi invece un nuovo inizio nel cammino verso la pienezza della misericordia divina.

In Cristo e Maria 

I vostri vescovi cechi e moravi